AdWords

Published on agosto 5th, 2013 | by virginio

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12 errori comuni nel creare campagne pay per click Google AdWords – parte I

Diversi clienti mi chiedono delle consulenze su Google AdWords dopo avere creato delle campagne in autonomia e (purtroppo) dopo avere sprecato parecchio budget a causa di alcune “trappole” difficili da evitare senza la guida di un consulente esperto.

Per questo motivo  ho pensato di condividere i principali errori che più spesso di altri mi capita di riscontrare quando analizzo gli account di utenti che optano per il “fai da te” e compiono alcuni passi falsi in fase di impostazione delle campagne; spero di fornire degli spunti utili perché l’esperienza della pubblicità su google non si trasformi in uno spreco di tempo e denaro e si possano evitare quel tipo di errori che fanno passare la voglia di utilizzare questo prezioso strumento.

1) Creare delle campagne senza alcuna formazione o consulenza

Sul web ci sono molte guide gratuite che possono aiutare gli utenti a muovere i primi passi in AdWords, esistono anche eccellenti corsi a pagamento, li consiglio se hai del tempo da spendere in formazione e se nutri interesse per l’argomento, in alternativa puoi sempre chiedere una consulenza a un esperto, che può almeno metterti in guardia sugli errori più comuni legati all’inesperienza.

2) Fidarsi (cecamente) del team di Google che offre consulenza telefonica per migliorare le prestazioni della tua campagna

Molto spesso un incaricato di Google offre aiuto gratuitamente prima via mail e poi telefonicamente alla persona che gestisce un nuovo account pubblicitario per aiutarlo a migliorare le performance delle campagne: ebbene il mio consiglio è non permettere mai di fare delle modifiche al tuo account.

Soprattutto se sei un novizio, prima dell’appuntamento telefonico con il consulente AdWords ti consiglio di creare una campagna parallela a quella che hai impostato, in questa nuova campagna consentirai al consulente di Google di applicare le modifiche che suggerisce, così potrai valutarne successivamente i risultati.

Non voglio creare allarme e sono ben lontano dal parlar male del personale di Google, quando li ho messi alla prova, gli incaricati che mi hanno contattato dall’Irlanda mi hanno sempre dato consigli in buona fede preoccupati di farmi avere una esperienza positiva e fidelizzarmi ad AdWords; i loro suggerimenti possono portare benefici, specialmente a chi ha meno esperienza, tuttavia, se è vero che il team di Google AdWords si preoccupa di farti spendere meglio i tuoi soldi, spesso suggerisce anche delle azioni volte a portare piu traffico (e quindi piu spesa) ma non sempre più conversioni (le conversioni sono azioni di acquisto, richieste di preventivo, compilazione di form).

Inoltre il consulente di Google non fornisce consigli che riguardano il Copywriting e il design delle pagine di destinazione (la pagina che hai deciso di far visualizzare dopo l’annuncio) e non ti può indicare approfonditamente come ottimizzarla, quindi opera con una visione incompleta della campagna concentrandosi più che altro sul portare visitatori al tuo sito.

E’ un po’ come invitare molta gente a una festa senza curarsi che i preparativi siano pronti… secondo te gli invitati ritorneranno da te dopo una esperienza deludente?

3) Non separare le campagne su rete di ricerca da quelle su rete display

Google si appoggia alla sua home page per consentire agli utenti di effettuare le loro ricerche (rete di ricerca) ma mostra gli annunci anche su una serie di siti che ospitano la sua pubblicità in forma testuale o in forma grafica in cambio di una percentuale (rete display).

Sebbene Google AdWords dia la possibilità di sfruttare entrambe le reti, è bene separare la pubblicità destinata alla rete di ricerca da quelle per la rete display, in modo da condurre test più e chiari ed esaustivi e non confondere i dati relativi alle campagne.

Per ragioni di tempo e per non dilungarmi troppo chiudo qui la prima parte di questo articolo, a breve pubblicherò la seconda, dunque ti invito a tornare su marketing misurabile per il resto dell’articolo.

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