AdWords

Published on Agosto 12th, 2013 | by virginio

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12 errori comuni nel creare campagne pay per click Google AdWords – parte II

Se sei  “atterrato” su questa pagina senza leggere la prima parte dell’articolo sui principali errori  che si compiono impostando una campagna in Google AdWords, puoi tornare indietro a rileggerla prima di proseguire la lettura. Dopo avere esposto i primi tre errori nel primo articolo in cui consigliavo di scaricare qualche guida gratuita o rivolgersi a un esperto, ho suggerito qualche accorgimento da seguire quando riceviamo una offerta di aiuto da parte di un consulente di Google, e ho terminato consigliando di separare le campagne della rete di ricerca da quelle della rete display.

In questo secondo articolo tratterò alcuni errori riguardanti le parole chiave e gli annunci.

4) Scegliere troppe parole chiave

Molti pensano che sia corretto inserire un gran numero di parole chiave nelle campagne solo per colpire un pubblico più vasto, ma si tratta di una logica errata.

Le parole chiave della tua campagna hanno un punteggio di qualità assegnato da Google, questo punteggio si alza o si abbassa in base a diversi criteri, quando il punteggio è alto, Google ti farà spendere meno per ogni click ricevuto; scegliere troppe parole chiave, soprattutto parole che non sono presenti nella pagina di destinazione, può abbassarne il punteggio   richiedendo una maggiore spesa per posizionare il tuo annuncio più in alto.

Questo avviene per un motivo preciso, Google vuole offrire dei contenuti di qualità all’utente, dunque le parole chiave che scegli devono essere pertinenti al contenuto del tuo annuncio e al contenuto  della  pagina di destinazione.

5)  Creazione di pochi annunci (o pochi gruppi di annunci) generici e poco pertinenti

Scrivere un solo annuncio o creare un solo gruppo di annunci (l’annuncio è il messaggio che appare nelle prime posizioni di google, oppure nella colonna a destra) significa partire svantaggiati. Una buona campagna collega coerentemente la parola chiave digitata dall’utente al contenuto dell’annuncio.

L’annuncio deve a sua volta rispecchiare il contenuto della pagina di destinazione; l’utente percepirà coerenza e capirà di avere trovato esattamente quello che cercava.

Non molto tempo fa notavo la differenza tra due grossi player della tecnologia digitale di cui preferisco non fare il nome, che pubblicizzavano i prodotti dei loro siti di e-commerce su AdWords.

Il primo legava coerentemente gli annunci alle pagine di destinazione, per esempio un annuncio sulle macchine digitali reflex portava alla relativa pagina con fotocamere reflex, o ancora un altro annuncio sui notebook portava alla pagina dei pc portatili.

Il player concorrente aveva adottato una strategia diversa e decisamente sbagliata: mostrava pochi annunci legati a molte parole chiave, quindi riguardanti molti prodotti, i quali portavano alla home page del sito istituzionale… un incubo per l’esperienza di navigazione dell’utente che avrebbe dovuto navigare compiendo almeno altre 3 o 4 azioni per arrivare alla pagina desiderata…

6) Non fare split test degli annunci

Fare split test o A/B test significa mettere a confronto 2 elementi della comunicazione per vedere quale dei due performa meglio.

Anche nel caso degli annunci adwords è possibile effettuare dei test per vedere quale dei due sia piu cliccato e produca più vendite/richieste di preventivo.

Testando gli annunci puoi capire quale riceve piu click, e utilizzando il monitoraggio delle conversioni (vedi errore successivo) si può comprendere quale annuncio converte di più e porta più risultato.

Come nel caso delle parole chiave, un annuncio improduttivo può essere “spento” privilegiandone uno che produce più click e più conversioni.

Se l’annuncio A sarà più cliccato sarà quello che genera più traffico, se genererà anche più vendite in proporzione alle visite ricevute rispetto all’annuncio B potrai “spegnere” quest’ultimo e lasciare correre il primo .

Ti rimando alla terza parte dell’articolo, per ulteriori accorgimenti sulle campagne.

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